TRICOLOGIA: il PRP BIOMIMETICO
Il termine PRP è un acronimo che deriva dalla dicitura platelet-rich plasma (plasma ricco di piastrine).
Il PRP classico consiste in un prelievo di sangue dal paziente per poi separarne mediante centrifugazione, una piccola porzione in cui vengono confinate le piastrine, delle cellule presenti nel sangue. Esse contengono numerose sostanze dette PGF (fattori di crescita piastrinici) che agiscono sulle cellule svolgendo una miriade di funzioni; tra le più importanti la guarigione delle ferite e la riparazione e rigenerazione dei tessuti. Una volta prelevato dal sangue il concentrato piastrinico viene iniettato nella pelle, così da agire sulle cellule.
Il PRP Biomimetico è la nuova alternativa al trattamento PRP tradizionale ma che non implica alcun campione di sangue prelevato dal paziente. I fattori di crescita fondamentali (TGF-β1, VEGF, IGF, EGF) vengono riprodotti in laboratorio, ed essendo chimicamente identici, mimano perfettamente l’azione di quelli naturali estratti dal sangue andando a stimolare tutte le cellule con cui entrano in contatto.
La necessità che ha dato vita a questo nuovo trattamento è determinato dal fatto che il PRP tradizionale (ematico), seppur efficace, è vietato in ambiente ambulatoriale: un trattamento di PRP ematico è, infatti, applicabile per legge solo in ambiente ospedaliero o comunque sotto controllo di un’emoteca.
I fattori di crescita “sintetici” creati in laboratorio e contenuti nel PRP biomimetico, possono, invece, essere adoperati in ambiente ambulatoriale in totale sicurezza.
Somministrazione ed Effetti collaterali
Un aiuto per la perdita dei capelli
Così come avviene nella procedura che prevede il PRP standard, si formano i normali ponfi nei punti di iniezione che poi vengono smaltiti fisiologicamente in un paio d’ore.
Anche in questo caso, insieme alle integrazioni che accompagnano i fattori di crescita (biotina, acido ialuronico, citochine, etc.), viene somministrata una piccola percentuale di anestetico in aggiunta per lenire ogni fastidio possibile procurato dall’iniezione nella cute.
Qual è la durata del trattamento PRP Biomimetico?
La durata del trattamento PRP Biomimetico è simile al protocollo del PRP standard: seppur non si possa stabilire un numero costante di sedute necessarie (la questione è sempre soggettiva e relativa ad ogni paziente e ai miglioramenti osservati), un ciclo è costituito da circa 5/6 sedute effettuate a distanza di 2-3 mesi l’una dall’altra. Ogni seduta ha una durata media di 30 minuti, sempre preceduta da una valutazione medica da parte dello specialista che esegue il trattamento; non è assolutamente invasiva e permette al paziente di riprendere subito ogni attività quotidiana senza alcuna controindicazione.
I primi risultati in termini di foltezza (densità per cm²) e spessore del capello trattato sono visibili mediamente dopo la terza seduta, quando una buona parte delle componenti pilifere viene coinvolta e stimolata dai fattori di crescita.
Inutile ripetere ormai, che anche in questo caso, per rispettare la procedura nei minimi dettagli e ottenere i migliori risultati possibili, è necessario affidarsi ad un medico esperto e specializzato nel settore.

Applicazioni del PRP Biomimetico
Va precisato però, che il trattamento agisce e funziona benissimo solo su un substrato esistente: il capello, seppur eccessivamente miniaturizzato e malconcio, deve essere necessariamente ancora presente e soprattutto ancora attivo e nutrito dai vasi sanguigni.
Se così non fosse, sarebbe sconsigliato perché poco efficace e bisognerebbe ricorrere ad altre soluzioni, come l’autotrapianto di capelli.
